Disagio e depressione in adolescenza

depressione in adolescenza

“Disagio e depressione in adolescenza” è il nuovo aritcolo scritto da Filippo Galli, studente della Scuola di Counseling naturopatico Integrativo che oggi propone il team di Aspeera. Filippo Galli condivide le sue riflessioni nate da anni di studio e ricerca sul tema dei disturbi depressivi.

Come si esprime il disagio e la depressione in adolescenza?

Il disagio e la depressione in adolescenza si esprimono generalmente attraverso due modalità comportamentali: il ritiro dal mondo e/o l’abuso di sostanze. Entrambe le modalità sono dovute all’ incapacità di gestire le emozioni e all’assenza dei genitori. Il disagio moderno dei ragazzi spesso comporta un ritiro sociale.

I sintomi più comuni della depressione in adolescenza

I sintomi più comuni della depressione in adolescenza sono abbandonare lo sport e spesso anche la scuola; passare molte ore al computer o giocare con le consolle per scaricare l‘aggressività spesso con giochi violenti.
Generalmente si tratta di ragazzi repressi che non riescono a gestire l’aggressività e la rabbia che sentono dentro di sé.

Il problema principale

Problema principale è la difficoltà a gestire le emozioni.
I ragazzi che abusano di sostanze lo fanno per un’incapacità di tollerare gli stati emotivi e la principale causa
è l’assenza dei genitori. Capita di sentire genitori che affermano tranquillamente: “Davanti al pc, mio figlio non si vede e non si sente”. Ma loro hanno bisogno di essere visti e sentiti, è fondamentale rendersene conto.
La distanza sana da avere nei confronti di un adolescente è data dalla fiducia. Il muro contro muro non serve a niente, meglio imparare a chiedere scusa quando ci rendiamo conto di avere sbagliato. E solo con le scuse vere e sincere, li ritroveremo.
Una strategia per essere presenti è trovare insieme limiti e regole; crescendo nel confronto e facendo tutti uno sforzo comune per venirsi incontro.
Il disagio di un adolescente è, il più delle volte, tra il sentirsi ancora fanciullo e il desiderio di crescere. Spesso in questo passaggio egli avverte paura, ansia, preoccupazione.
In alcuni casi potrebbe rimanere talmente scosso e bloccato da queste emozioni, da rinchiudersi in se stesso. In questi momenti se dall’esterno non viene sostenuto e aiutato, può arrivare a una chiusura sociale totale, a un disturbo comportamentale o, in casi estremi, optare per il suicidio.
Attualmente, il cambiamento dei valori sociali e della famiglia, l’incertezza per il futuro (disoccupazione), fa aumentare in maniera esponenziale il disagio tra i giovani. Oggi gli adolescenti sono costantemente sottoposti dai media, a continue pressioni che non sono in grado di sostenere.
Questi meccanismi non fanno altro che accrescere l’individualismo, la competizione ed il consumo, tutti valori che si sono instaurati nell’inconscio dei ragazzi.

depressione in adolescenza suicidio

Cos’è la sindrome da dipendenza?

La sindrome da dipendenza (droghe, cibo, internet, alcol, videogames) è un chiaro ed evidente segnale di possibile depressione in adolescenza.
La mancanza di stimoli importanti per una costruzione della propria identità, della propria personalità può causare molta noia, apatia e tristezza, emozioni che possono essere considerate come l’anticamera della depressione.
L’ansia è un altro importante indice di disagio, in alcuni casi esprime la mancanza di riconoscimento, di sostegno e di ascolto. Alcuni ragazzi o non avvertono la presenza dei propri genitori o si sentono ipercontrollati.
L’ascolto e la comprensione dei loro bisogni potrebbe essere un primo passo per capire la natura dei loro conflitti.

A scuola

Gli insegnanti e le famiglie andrebbero sostenute da esperti del settore, sia per comprendere ciò che si cela dietro il disagio di un giovane sia per essere in grado di riconoscere i casi di depressione in adolescenza, talvolta mascherata, sia per acquisire nuove possibilità di relazione, di intervento e di comunicazione. Altro aspetto importante è quello di sensibilizzare la società verso questa realtà di malessere giovanile.

È bene evitare pericolose etichette per i nostri ragazzi tipo: sono tutti uguali.
In questo modo si sta negando loro la possibilità di una dignità identitaria. Queste definizioni rafforzano l’idea di omologazione, di noia, di immobilismo, di poca fiducia in se stessi e di incertezza nel futuro.

Aspeera ringrazia Filippo Galli per il suo contributo su questo tema importante e invita tutti voi a collaborare con vostri articoli, testimonianze o fotografie, inviandoli all’indirizzo segreteria@aspeera.it. Tutto il materiale ricevuto verrà preso in considerazione e valutato per la pubblicazione.

Contattaci all’indirizzo info@aspeera.it per maggiori informazioni sulle conferenze, eventi e corsi che proponiamo e aiutaci a diffondere la positività condividendo questo aricolo con i tuoi amici.

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Filippo
Team Aspeera

Filippo, Counselor Naturopatico Integrativo, diplomato alla Scuola CNI, conosce il dott. Giacconi durante un periodo molto difficile della sua vita. Dall'adolescenza e per circa 20 anni, soffre di una grave forma di depressione. Con determinazione e studio approfondito, oltre al costante supporto del dott. Giacconi, si impegna affinché questa sua dolorosa esperienza possa essere utile per le persone che vivono situazioni simili.

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