10 FALSI MITI SULLA DEPRESSIONE

Oggi Aspeera pubblica l’articolo scritto da Filippo Galli, studente della Scuola di Counseling naturopatico Integrativo. Filippo Galli condivide le sue riflessioni nate da anni di studio e ricerca sul tema della depressione, cominciamo con 10 falsi miti sulla depressione.

Un tema molto attuale che coinvolge molte persone e di conseguenza le loro famiglie è quello che riguarda il disturbo depressivo, soprattutto quando è nascosto, mascherato o ancor peggio, non diagnosticato.
Questo è un argomento che merita un’adeguata attenzione e un approfondimento serio, privo di pregiudizi.
Recenti ricerche hanno evidenziato che quasi 2 persone su 3 che si suicidano lo fanno a causa della depressione.
Questo dato allarmante sottolinea come ci sia l’assoluta necessità di informare e educare l’intera società su questo problema, ancora oggi oggetto di pregiudizi e di false credenze.
Per questo motivo, ritengo sia importante informarsi in modo approfondito, per contrastare lo stigma che, ancora oggi troppo spesso, accompagna le persone che soffrono di questa patologia.
Per fare chiarezza è essenziale sfatare alcune convinzioni e stereotipi che si sono diffusi erroneamente nel tempo.
Di seguito elenco 10 falsi miti e pregiudizi sulla depressione che in molti casi impediscono di comprendere e affrontare correttamente questa malattia.

Depressione e tristezza sono la stessa cosa

La tristezza è un’emozione fugace e temporanea, si attiva in noi in seguito a esperienze o ricordi dolorosi, ma non ci accompagna costantemente durante le nostre giornate.
La depressione, invece, è una condizione cronica caratterizzata da una profonda tristezza che talvolta rasenta la disperazione, che non svanisce da sola ed è spesso accompagnata da altre emozioni negative.

è un segno di debolezza mentale

Questo è uno dei principali miti sulla depressione, un vero e proprio stigma che porta molte persone a scegliere di soffrire in silenzio anziché cercare aiuto. Una persona colpita da episodi depressivi soffre anche di disturbi sul piano biologico, psicologico e sociale; questa situazione può colpire chiunque, indiscriminatamente.
Dal mio punto di vista chi si espone in prima persona e cerca di far conoscere la propria esperienza su questo grave problema, dimostra grande coraggio e forza di volontà.

è sempre causata da eventi di vita traumatici

E’ assolutamente normale avere un periodo di depressione in seguito a un lutto o alla perdita del lavoro.
La malattia depressiva si differenzia dall’episodio depressivo perché non c’è una vera e propria causa scatenante, le crisi durano più a lungo, di solito sono più intense e si ripresentano nel tempo. La durata e l’intensità sono un segno distintivo per quanto riguarda la patologia depressiva.

Non è una malattia reale

Nonostante, in molti casi, i sintomi siano difficili da diagnosticare e non esista un trattamento valido per tutti, la depressione, nei casi più gravi, è da considerare una grave patologia. Erroneamente si tende a sminuire questa patologia, dimenticando che colpisce una persona su più piani: condiziona lo stato d’animo, influisce in modo determinante sui pensieri e risulta debilitante fisicamente. Sottovalutare questa condizione porta molte persone a evitare di cercare aiuto con risultati , in alcuni casi, tragici.

Sta tutto nella tua testa

La depressione, contrariamente a quanti molti pensano, non si limita a condizionare lo stato emotivo di una persona. Molto spesso, anche per la mia esperienza, si devono fronteggiare disturbi di vario genere, quali: affaticamento, insonnia, dolori muscolari, eccessivo nervosismo, problemi di respirazione. Con l’idea che questa grave problematica riguardi solo l’aspetto mentale, si trascurano le sue ricadute sul piano fisico che non sono meno importanti.

La depressione “è roba” da donne

Solo perché le donne hanno circa il doppio di possibilità di soffrire di depressione nell’arco della vita, non significa che gli uomini ne siano immuni e debbano soffrire in silenzio. Purtroppo, per paura di apparire meno forti e virili, i maschi tendono a non dare troppa importanza a questo problema e spesso evitano di chiedere aiuto per non apparire fragili. Per questo motivo la depressione è più pericolosa per gli uomini, perché evitando di farsi aiutare, tenderanno a peggiorare la loro condizione con l’abuso di sostanze o con tentativi di autolesionismo.

Se i tuoi genitori ne hanno sofferto, ne soffrirai anche tu!

In passato i risultati di alcune ricerche sostenevano che la depressione fosse ereditaria. Studi recenti, invece, hanno messo in dubbio tale affermazioni. Il rischio di esserne colpiti per chi ha uno dei due genitori afflitti da questa patologia è del 10 / 15% in più rispetto agli altri.

Un antidepressivo è tutto ciò che ti serve per sentirti meglio

Come ho più volte ribadito, la depressione può manifestarsi in modi diversi, è una condizione molto complessa, molto soggettiva, e non basta prendere una pillola per sentirsi magicamente meglio. Gli antidepressivi vengono comunemente prescritti dai medici per guarire questa patologia. Molti studi hanno appurato che l’utilizzo dei farmaci, abbinato alla psicoterapia, sia il modo più efficace per curare questa malattia. Inoltre, gli psicofarmaci sono efficaci principalmente nei casi di depressione grave; al contrario, per le forme più lievi possono rivelarsi inadatti o addirittura controproducenti.

Dovete prendere farmaci per il resto della vita

Il trattamento per questa patologia dovrebbe essere personalizzato. Alcuni pazienti possono tollerare e ricevere un reale beneficio dagli psicofarmaci, per altri, invece, i numerosi effetti collaterali potrebbe accentuare i disturbi in modo considerevole. Tuttavia, nelle fasi acute, la chimica può fornire un sostegno importante ma, personalmente e, numerosi studi lo confermano, affidarsi a una terapia farmacologica per molto tempo (ad esempio per anni) non porta a un reale giovamento.

Parlarne non fa che peggiorare la situazione

Esporsi personalmente su un tema complicato come questo non è facile, il più delle volte ci si sente a disagio a parlarne. Questo è un problema reale, non possiamo sperare che la depressione se ne vada magicamente dalla nostra vita da sola. Avviare una conversazione con chi è preoccupato per la sua situazione o per quella di una persona cara, può rivelarsi molto utile e costruttivo. Se abbandoniamo lo stigma legato alla malattia mentale e ci avviciniamo con sensibilità ed empatia, le persone in difficoltà si sentiranno comprese e riusciranno ad esprimere i loro sentimenti prima che la loro problematica diventi troppo grave. Se li ascolteremo, con rispetto e senza giudicarli, saremo in grado di aiutarli ad affidarsi a persone preparate e qualificate affinché li sostengano in modo professionale prima che sia troppo tardi e la malattia si cronicizzi.

Aspeera ringrazia Filippo Galli per il suo contributo su questo tema importante e invita tutti voi a collaborare con vostri articoli, testimonianze o fotografie, inviandoli all’indirizzo segreteria@aspeera.it. Tutto il materiale ricevuto verrà preso in considerazione e valutato per la pubblicazione.

Contattaci all’indirizzo info@aspeera.it per maggiori informazioni sulle conferenze, eventi e corsi che proponiamo e aiutaci a diffondere la positività condividendo questo aricolo con i tuoi amici.

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