Lavoro sulla positività : intelletto e coscienza

persona rappresentata come universo

A livello dell’INTELLETTO potrebbe apparire semplice definire il “pensiero positivo” e quello negativo, anche se poi l’eccellenza nella selezione dei pensieri a cui dedicare attenzione e quelli invece da non alimentare, è complessa da perseguire.
Come il cibo anche il pensiero o nutre o intossica. Non solo il contenuto ma anche la forma, il modo in cui costruiamo le nostre rappresentazioni interiori, influenza le nostre reazioni emozionali e fisiologiche. La Programmazione Neurolinguistica, una scuola americana di psicoterapia, studia da anni il linguaggio macchina più corretto per il rendimento ottimale ed il miglioramento della qualità della vita degli essere umani.
Peter Pan riusciva a volare perché sapeva costruire pensieri felici, e dato che passiamo gran parte del tempo dedicando attenzione più alla realtà virtuale costruita dai nostri pensieri che al reale oggettivo e presente, essere in grado di selezionare i film che ci costruiamo ed orientarli al positivo è estremamente importante. Come lo è ancor di più la capacità di spegnere il “mentale” ed aprirsi al reale. Possiamo imparare a diventare più adulti, cioè smetterla di lasciarci suggestionare da ricordi o fantasie, o se proprio vogliamo la suggestione, impariamo a farla in modo positivo (ideoprogrammazione).

Per questo il lavoro con la respirazione consapevole è fondamentale per schiarire la mente ed orientarla ad una maggiore presenza attraverso un risveglio sensoriale.
Molte delle nostre rappresentazioni interiori sono automatiche, non le scegliamo (pensiero passivo lo definiva C.G. Jung), ma certamente abbiamo il 100% di possibilità di scegliere quali pensieri coltivare a quali dire “no grazie”, sostituendoli con file più nutrienti.

mani che guidano verso la luce

In particolare è importante imparare a selezionare con attenzione i pensieri relativi a noi. Ogni IO SONO con definizione a cui ci fissiamo tende a cristallizzarmi e a costruire la nostra autovalutazione profonda, la nostra identità e il nostro valore. “Poniti dei limiti ed essi ti apparterranno”.
Essendo che la coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata, come esemplifica l’esperienza di un incubo, si può apprendere come programmarci costruendo rappresentazioni interiori positive, vincenti ed automotivanti di noi e dei nostri atteggiamenti migliori che vogliamo potenziare.

“Non giudicate se non volete essere giudicati; poiché col giudizio col quale giudicate,
sarete giudicati, e con la misura con la quale misurerete, sarà misurato a voi.”

Matteo 7-1

La positività psichica si allena anche nella neutralità, l’assenza di giudizio, la capacità come affermava Einstein di tenere gli opposti uniti il più a lungo possibile. Sviluppare elasticità intellettuale nel cambiare i contesti e le attribuzioni di significato che diamo alla realtà, cercando l’utile, il positivo, il dono, la lezione che c’è in ogni esperienza, significa operare attraverso quello che all’I.S.P. chiamiamo “attitudine integrativa”, cioè il potere della saggezza dell’amore, creando così positività, obiettività e saggezza.

Piano della coscienza

In questo ambito i due opposti si possono definire: addormentamento, reattività, automatismi, o risveglio della coscienza, della consapevolezza di sé, della propria presenza e padronanza di sé.
Oltre a ciò, su questo piano è necessario alimentare un’ “intenzione consapevole e positiva” di praticare deliberatamente ciò che alimenta la concretezza e la positività su tutti gli altri piani e scegliere di rifiutare l’alleanza con l’oscurità, l’ombra: BUONA-VOLONTA’ e INTEGRA-AZIONE.
Queste sono, secondo la psicologia integrativa, le basi di qualsiasi attività terapeutica, educazionale, e di crescita personale che proponiamo sia in Associazione che nel Centro di Salute Integrata di Udine.
Positività, concretezza, lavoro sulla globalità, autodeterminazione, amore; per nutrire il Nostro omino giallo, l’essenza, il vero Sé, semplicemente.

Piano della realizzazione

A questo si aggiunge poi il PIANO DELLA REALIZZAZIONE nel reale dei nostri sogni, desideri, talenti; la capacità di raggiungere i nostri obiettivi e di impegnarci per i nostri ideali, come insegniamo al SUN.
In tutto questo possiamo diventare attivamente dei protagonisti ricordandoci sempre che “la negatività è spontanea, la positività richiede impegno, attenzione e dedicazione”.
Nel prossimo articolo vorrei esplorare un altro ambito importante di ricerca della positività e dell’amorevolezza: le relazioni interpersonali.

Lavoro sulla positività – parte 1
Lavoro sulla positività – parte 2

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Gianluigi Giacconi
Team Aspeera

Sono uno psicologo abilitato, formatore a livello aziendale, sportivo e naturopata. Riconosco, nella mia vita, un filo rosso che mi ricollega alla respirazione nelle sue varie sfaccettature.

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