Inspira, espira, lancia la pallina: le 7 fasi della giocoleria

mantenere la concentrazione

Lo dico subito, così poi non ci pensiamo più: faccio girare le palle, ne faccio girare anche 5 contemporaneamente. Ok ci siamo fatti la risata sul luogo comune dei giocolieri, ora andiamo avanti.

La curiosità del primo passo

Ho imparato innanzitutto che si può giocare con tutto, erano le vacanze di Pasqua e mio fratello mi ha insegnato a fare giocoleria, con 3 patate.

Ho imparato come costruire delle palline da giocoleria amatoriali, fatte con miglio (il mangime per gli uccellini) e palloncini.

Ho iniziato per curiosità, immagino che anche tu sei stato curioso, almeno una volta, di sapere come si fa … non mi piaceva l’idea di pensare: “non fa per me, non riuscirò mai” e così ci ho provato, e ce l’ho fatta, è stato molto soddisfacente

Giocare per non studiare

Ho usato la giocoleria come elemento di distrazione e allo stesso per aumentare la capacità di concentrazione per le notti di studio di diversi esami. Mi sono reso conto che per riuscire a giocolare in maniera efficace è non utile, ma fondamentale, essere centrati. All’epoca avevo vent’anni e non avevo idea di cosa fosse la crescita personale. Solo con il tempo ho conosciuto il concetto di mindfulness e ho scoperto che le palline sono uno strumento estremamente utile per rallentare i pensieri e focalizzarsi. Sono state il mio primo strumento di meditazione.

Sbagliando si impara, ma a che prezzo?

Ho poi conosciuto un nuovo strumento, le clave (volgarmente chiamate birilli) e la fatica fisica ad esse collegate. Quando vedete uno skater fare salti sulla tavola ed atterrare perfettamente, non pensiate che sia nato con questa abilità già così sviluppata, è caduto migliaia di volte. Per fortuna non mi sono allenato subito con le clave infuocate, in ogni caso la difficoltà aggiunta di questo strumento, rispetto alle palline, è che ha anche una rotazione su se stessa, la quale rotazione, se sbagliata, punisce. Le clave sono pezzi di plastica dura e anche solo lancio e presa sono abilità da allenare, senza contare il fatto che sono soggette alla forza di gravità (il peggior nemico dei giocolieri) e quindi anche chinarsi a raccoglierle è un bell’esercizio.

Tornando alla mindfulness, con le clave questa capacità si acuisce per evitare botte e accovacciamenti continui.

mantenere la concetrazione

L’importanza del tatto, del contatto

Un altro interessante capitolo della mia vita da giocoliere, e con questo siamo quasi alla fine, rallegratevi, è la scoperta delle così dette discipline contact. Quelle, tanto per capirci, dove sembra che ci sia una calamita nei bastoni o che la sfera sia telecomandata.

Dapprima ho approcciato al contact tramite il Flowerstick: 2 bastoni di legno (rivestito di silicone per offrire un po’ di presa) e un terzo bastone più pesante da controllare con gli altri due. Non c’è trucco non c’è inganno solo ore ed ore di allenamento.

La sfera o palla da contact invece è una semplice palla, di 8-10 cm di diametro che si fa scorrere lungo il corpo. Inizialmente non mi piaceva l’idea di dover seguire una stupida palla nei suoi movimenti, poi ho scoperto di essere più forte e più grande di una palla di plastica, così, non senza le solite fatiche di chi apprende qualcosa di nuovo mi sono immerso in questo mondo fatto di movimenti fluidi, punti di stazionamento, rilassamento e centratura, tanta tanta centratura.

L’equilibrio fisico e mentale

Ultimo, ma solo per motivi temporali l’equilibrismo, sperimentato prima sul rolla-bolla il cui obiettivo è quello di rimanere in equilibrio su una tavola posta sopra un cilindro, un movimento fatto da continui aggiustamenti orizzontali e spostamenti di peso da un piede all’altro. Per concludere in bellezza equibrio su palla di 80 cm di diametro, seduto a gambe incrociate, senza toccare terra.

La razionalizzazione dell’esperienza

Tutte queste esperienze mi hanno insegnato a livello pratico ciò che ho poi imparato al Corso di PNL e soprattutto al Corso ISP del Dott. Giacconi: l’importanza di essere rilassati e presenti e di una corretta respirazione, che mantiene centrati e mindfulness.

Non necessariamente ho imparato facendo e rifacendo, molte volte sono riuscito a migliorare le mie capacità, abbandonando per qualche tempo gli strumenti, il corpo ha sedimentato i movimenti e, alla ripresa, spontaneamente sono risucito a fare quel trick che tanto mi aveva fatto penare.

Come apprendere la mindfulness e tutte queste belle cose

Se volete imparare la giocoleria, YouTube è pieno zeppo di video tutorial, ma se volete imparare la presenza, una corretta respirazione e come liberare la mente dai più folli pensieri, in quel caso lo strumento più efficace è sicuramente il corso ISP!

Guardandomi all’indietro riesco a rivedere in ogni istante di giocoleria moltissima presenza mentale, anche quando facevo pausa dallo studio, era una sorta di rigenerazione, quella che poi ho capito essere la meditazione, mi sentivo ricaricato e non solo per l’esercizio fisico, ma proprio per la necessaria presenza che mantenere in aria 3 o 4 palline comporta.

Non chiedetemi esibizioni, non perché sono timido, ma semplicemente perché mi piace la giocoleria, ma non mi piace mostrarlo agli altri, sono fatto così 🙂

Le fotografie presenti in questo articolo sono dell’amico Flip – Pagina facebook del Mago Flip, una persona splendida, che dedica la sua vita al sorriso e allo stupore degli altri.

Non mi resta che invitarvi alla conferenza “Il potere nel respiro. Scopri come ottenere salute prosperità e felicità” che si terrà l’8 luglio a Mestre, un’eccellente occasione per conoscere il Dott. Giacconi e il suo metodo di respirazione consapevole terapeutica per svegliare la coscienza e integrare corpo, emozioni e mente aprendoci alla positività.

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Federico Pascolutti
Federico Pascolutti
Team Aspeera

Scherzoso, simpatico e irriverente, Federico è una persona cui piace sperimentare, sporcarsi le mani e trovare soluzioni. Un amante del Web, da quando erano entrambi ancora piccini, si può dire che sono cresciuti assieme. Appassionato di tecnologia, film, freddure e comicità, fa il giocoliere ma non si esibisce in pubblico. Prende sul serio il lavoro, e in due anni passa da candidato inesperto ad essere il miglior project manager che si possa desiderare.

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