Consigli per le neomamme

una mamma con il suo bambino

Questa volta dedico il mio articolo a dare consigli per le neomamme, donne che hanno da poco avuto un bambino, il primo (ma anche no!) e che stanno affrontando le prime grandi sfide di una bellissima quanto faticosa avventura.
Vorrei darvi dei suggerimenti su come affrontare, nel miglior modo possibile, il periodo faticoso del post partum e dei primissimi anni di vita del bambino.
Sappiate che l’unica cosa che può garantire la crescita serena del vostro bambino è che vi prendiate cura di voi stesse. Non intendo con ciò che dobbiate andare tutte le settimane dal parrucchiere o dall’estetista e farvi le vacanze da sole! Non è ancora il momento e il vostro bambino ha un bisogno estremo di voi, della vostra presenza assidua e soprattutto della vostra presenza consapevole. Mi riferisco a tutte le neomamme, anche a quelle che devono riprendere il lavoro dopo tre mesi dal parto.
La separazione da voi sarà certamente un trauma per il vostro piccolo, che però può essere superato. Dipende anche da come state interiormente. I bambini infatti sentono gli stati d’animo della loro mamma, avvertono le sue emozioni e le assorbono!
Se dovete tornare subito al lavoro vi consiglio però di assicurarvi che la persona che si occupa del vostro bambino in vostra assenza sia in grado di garantire il contatto continuo con il piccolo, e che non lo lasci piangere a lungo senza consolarlo. Questa figura deve essere sempre la stessa, cosìcché il piccolo possa riconoscerla ed affidarvisi quotidianamente. In base a delle ricerche è emerso che se il naturale bisogno di consolazione del neonato e del bambino piccolo non viene soddisfatto da un conforto adeguato con il tempo egli si sintonizzerà sull’iperattivazione fisica e potrà vivere una vita stressante e spossante. Il pianto non consolato è una situazione di stress enorme per un bambino così piccolo, che può determinare nel tempo l’inattività delle aree celebrali preposte al controllo delle emozioni e generare quindi una scarsa intelligenza sociale ed emotiva. I bambini non si viziano con le coccole, né hanno un bisogno fisiologico estremo.

Tornando alla cura di sé è naturale che una situazione nuova e difficile quale quella di diventare mamme possa far emergere tutta la propria negatività, il proprio bagaglio di sofferenze emotive irrisolte, le proprie credenze limitanti ed autosabotanti, i pensieri più negativi di questo mondo. Più viviamo in una situazione di stress e più le nostre sofferenze psicofisiche ed emotive e le nostre rigidità caratteriali emergono con forza, e diventare mamme può essere davvero stressante!

Non si nasce già madri. A essere madre si impara giorno dopo giorno, sorridendo. sbagliando, riprovando, amando.

Giorgia Cozza

In alcuni casi si verificano anche stati depressivi ed umore altalenante, il più delle volte non riconosciuti. Ciò può essere dovuto anche al cambiamento ormonale; gli ormoni della gravidanza sono detti anche “ormoni del benessere” o “ormoni dell’amore“. Provocano una sensazione di estasi che dura per tutti i nove mesi. La loro mancanza improvvisa si fa sentire. Ci si aspetta da noi la felicità estrema per la nascita del bambino, quindi spesso ci è difficile manifestare la tristezza, la sofferenza interiore… e tendiamo quindi a reprimerla!

Vi consiglio quindi di imparare delle pratiche da svolgere quotidianamente e che vi sostengano in questo difficile compito, riportando la calma e la presenza mentale. Le pratiche di respirazione RCT ad esempio mi hanno aiutata a superare molti momenti difficili. Respirare in maniera consapevole quando il nostro bambino ci mette a dura prova e dentro non stiamo bene, ci consente di consolarlo in maniera adeguata e il bimbo sentendo la nostra calma e la nostra rilassatezza si placherà a sua volta. I piccoli spesso manifestano le emozioni represse della loro mamma, hanno delle antenne sensibilissime in grado di raccogliere qualsiasi segnale che proviene dalla persona che se ne prende cura. Pratiche quotidiane di meditazione e di respiro possono aiutare moltissimo. Molto utile ed anche importante è stare spesso a contatto, durante i primi mesi, con il bambino. Il contatto diretto, pelle a pelle, con il piccolo fa sì che vengano rilasciati degli ormoni simili a quelli che vengono prodotti durante la gravidanza e che garantiscono, quindi, serenità. Potrete portare il vostro piccolo addosso a voi in fascia o nel marsupio. Su internet troverete molto in merito al portare i piccoli in fascia ed i relativi benefici.

una mamma con il suo bambino

Se sentite che da sole non ce la fate rivolgetevi a degli esperti della relazione d’aiuto, non sottovalutate i vostri stati d’ansia o il vostro senso di inadeguatezza, a lungo andare tutto ciò che reprimete dentro di voi emergerà inevitabilmente e si ritorcerà contro di voi e contro vostro figlio senza che ve ne rendiate conto! Prendetevi cura quindi della vostra interiorità, della relazione con voi stesse e con il vostro partner. Non fate le eroine o le super mamme, ogni tanto affidate il piccolo al papà e ai nonni e ritagliatevi dei momenti di ascolto interiore, di meditazione e di respirazione consapevole.

E appena il vostro piccolo sarà in grado di poter rimanere lontano dalla mamma per un week end (intorno ai due anni) non esitate a frequentare il Seminar ISP. Durante quei tre giorni scoprirete che ciascuno di noi ha tante emozioni represse dentro di sé e che il contatto con il bambino e le sue emozioni fanno riaffiorare a volte in maniera turbolenta. Se non siete in grado di contattare la vostra rabbia in maniera sana, se avete represso per anni un sentimento di tristezza o di disperazione che non è stato capito ed accolto dai vostri genitori (loro malgrado) quando eravate piccole, non sarete in grado di ascoltare in maniera empatica il vostro bambino e sostenerlo durante il suo vissuto emotivo, e vi sentirete in colpa tutte le volte in cui non ci riuscirete.
Fare l’ISP sarà il regalo più bello che farete a voi stesse, al vostro bimbo ed al vostro compagno! Ve lo assicuro!

Colgo l’occasione, visto che si è appena concluso l’ISP di Tarzo, di condividere con voi il trailer del corso ISP realizzato da Gianmaria. Buona visione e fatelo vedere ai vostri amici!

Da burattino a burattinaio

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Annarita Sarro
Annarita Sarro
Team Aspeera

Annarita Sarro, origini Calabresi, studente della scuola CNI del Dott. Giacconi a Udine, vive ad Assisi. Counselor professionista, pratica da 7 anni le tecniche RCT, Ha un bambino di 2 anni, chi meglio di lei può occuparsi della maternità per il blog di Aspeera?

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