Expo, Energia Verde e “spegni quella cosa se non la usi”

expo ed energia verde

Uno dei grandi temi che verranno trattati all’Expo di Milano sarà quello dell’energia verde. Non sarà di certo la prima volta, non sarà di certo l’ultima, ma è un problema globale del nostro pianeta dove, senza volerla fare inutilmente drammatica, ogni minuto che passa è già uno di troppo.

Se avete vissuto negli ultimi 40 anni su questo Pianeta vi sarete accorti del tracollo ecologico ed ambientale che l’evoluzione della nostra società industriale ha provocato alla Terra. Senza scadere nell’ovvio usando immagini di foreste amazzoniche distrutte, fascia dell’ozono ridotta e pesci morti nei fiumi, entriamo un filo in più nello specifico.

L’energia verde è giusta, è buona, è sostenibile perché è rinnovabile e non dannosa per l’ambiente. In linea di massima l’opinione pubblica è questa, ma il problema viene inquadrato dalla gente, spesso, come una questione tecnica su come debba essere prodotta l’energia. Se il mio tagliaerba funzionasse a olio di colza invece che a petrolio, sarei molto più felice e con la coscienza pulita. Avanti scienza, fammi i distributori di olio di colza e vendimela!

expo ed energia verde

Il problema non è così semplice: spesso si reputa che quello dell’energia verde sia una questione prettamente tecnologica, ma non è così. L’energia verde, ma anche solo l’energia in generale, è un fenomeno politico e soprattutto sociale. Facciamo un esempio: in Italia ci sono 37 milioni di auto. Da domani queste auto invece che a benzina, viaggiano ad un olio ricavato da foglie secche, che non inquina l’aria e ci basta recuperare le foglie cadute dagli alberi per farne altra: problema ecologico risolto. Per nulla. Il senso dell’energia verde non è solo come è prodotta, ma a cosa ci serve. Anche in modo ecologico, usare l’energia per poter muovere 37 milioni di auto nelle nostre strade è una follia. Noi avremo sempre bisogno di energia verde o energia e basta, ma il modo in cui la soddisfiamo è il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita, come individui e come società. Possiamo installarci pannelli fotovoltaici, compost in giardino, organizzare sistemi di gestione e ridistribuzione energetica per intere strade con comitati, ma anche per comuni, sarebbe bello già anche intere città.

Ma c’è un’energia verde che è la più verde di tutte: quella che non utilizziamo.

Quella che, anche se non verde, non sprechiamo, o a cui decidiamo di rinunciare perché intuiamo non sia necessaria. Scegliendo la bici ogni tanto, spegnendo tutte le luci, mettendoci un maglione più pesante invece che alzando il termostato. Gli esempi sarebbero milioni. Arriveranno i protocolli di Kyoto, arriveranno i governi che ci obbligheranno ad usare solo energia verde e pulita, ma non potremo permetterci comunque di sprecarla. O, se è lecito, avere ancora un po’ di fiducia nell’umanità, non vorremo sprecarla.

Se non puoi cambiare il mondo, inizia cambiando te stesso, diventando più consapevole del tuo corpo, delle tue emozioni e dei tuoi pensieri. Una via semplice ed efficace per ottenere questo cambio è imparare a respirare in maniera consapevole.

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