Malattia come maestra di vita. Braccialetti rossi (Parte 1)

Malattia come maestra di vita. Braccialetti rossi (Parte 1)

Vi piace la serie Televisiva Braccialetti rossi?
Vi sentite ispirati dalla grande forza d’animo e dall’energia vitale che trasmettono i ragazzi protagonisti della fiction di RAI 1?
Come abbiamo spiegato negli articoli precedenti, la positività e la felicità non dipendono da ciò che succede intorno a noi, ma solo da una decisione: quella di essere felici.
Hai deciso di scegliere la positività come un atteggiamento di vita indipendentemente da ciò che essa ti offra, come i ragazzi della serie Braccialetti rossi?
Sei pronto per cambiare la tua vita?
Allora continua a leggere per conoscere perché questa fortunata serie ha avuto e continua ad ottenere un grande successo.

Braccialetti rossi, infatti, ha trovato un grande riscontro nel pubblico italiano per il fatto che tratta tematiche socialmente rilevanti quali: l’amicizia, l’adolescenza, la malattia e i primi amori. Piace molto ai giovani che si identifica con i protagonisti di questa intrigante e commovente fiction. La storia si svolge in Puglia, a Fasano, in un paesaggio magnifico tra spiaggia e ulivi centenari, dove si trova l’ospedale che fa da set alla serie televisiva.

I protagonisti dei Braccialetti rossi sono un gruppo di ragazzi che vengono ricoverati per differenti motivi, tutti più o meno gravi. Nonostante le storie personali, piuttosto difficili e per la maggior parte drammatiche, il clima che si respira è sempre pieno di speranza, positività e di voglia di vivere.
Questi coraggiosi ragazzi infatti, affrontano i problemi e la malattia come esperienze di crescita e sentono la presenza della morte come uno stimolo per vivere la vita in maniera ancora più intensa.
Il titolo della serie deriva dal fatto che il protagonista, Leo, fin dalla prima puntata crea un gruppo di amici regalando ad ognuno un braccialetto rosso. Leo ha sei braccialetti sul suo braccio ognuno dei quali gli è stato dato in occasione dei suoi interventi chirurgici. I braccialetti rossi diventano quindi il simbolo delle prove superate, del coraggio, della positività, della forza e dell’unione del gruppo.

Braccialetti rossi

Leo ci colpisce, all’interno del gruppo, per la sua grande forza d’animo, per la positività, per la capacità di convivere con questa malattia che ogni volta che sembra sconfitta riappare, e per la sua grande umanità che lo porta ad aiutare gli altri ragazzi a vivere l’esperienza dell’ospedale.
Tra gli esponenti del gruppo troviamo ragazzi ammalati di cancro, affetti da anoressia, da patologie cardiache, che superano la paura del dolore e della presenza della morte sopportati dalla forza dell’empatico gruppo di amici.
Questi ragazzi così giovani e così maturi per le circostanze che stanno vivendo, ci avvicinano ad una realtà che, se non ci tocca da vicino, cerchiamo di allontanare e non vedere, insegnandoci ad essere grati di essere sani e di essere vivi!

La ficton Braccialetti rossi si ispira al libro scritto dal noto sceneggiatore, scrittore e regista Albert Espinosa, il quale ha vissuto 10 anni, durante la sua giovinezza, a stretto contatto con gli ospedali, lottando contro il cancro.
Vuoi saperne di più? Allora continua a seguire il nostro blog per leggere la seconda parte dell’articolo dove parleremo dell’esperienza di vita di Albert Espinoza e del suo libro Il mondo giallo dove racchiude l’esperienza di come ha superato la malattia imparando a vivere!

Ti è piaciuto l’articolo? Leggi anche gli altri articoli sulla positività.

Buoni respiri a tutti!

Da burattino a burattinaio

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Laura Longhino
Laura Longhino
Team Aspeera

Laura scopre il Dott. Giacconi per lavoro, ma scopre anche che lo conosceva già per vie traverse. Frequenta l'ISP e si innamora perdutamente del progetto Aspeera. Pratica Yoga da 10 anni ed è istruttrice da 5. Laura è solare e gioiosa e i suoi temi preferiti sono: Yoga, meditazione, minfulness, benessere e alimentazione

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