Il lavoro sulla positività (parte 2)

reggiungere la positività
Dopo aver affrontato la prima parte del percorso verso la positività e di come questa prenda forma a diversi livelli del nostro essere, proseguiamo con la seconda parte. Sempre attraverso le parole del dr. Giacconi di un suo saggio, vedremo adesso quali altri piani in cui concretizzare la nostra positività e il nostro benessere, dopo quello Organico e quello Emozionale già analizzati nella prima parte.

A livello dell’INTELLETTO, il pensiero o nutre o intossica.
Peter Pan riusciva a volare perché sapeva costruire pensieri felici, e dato che passiamo gran parte del tempo dedicando attenzione più alla realtà virtuale costruita dai nostri pensieri che al reale oggettivo e presente, essere in grado di selezionare i film che ci costruiamo ed orientarli al positivo è estremamente importante. Come lo è ancor di più la capacità di spegnere il “mentale” ed aprirsi al reale. Per questo il lavoro con la respirazione consapevole è fondamentale per schiarire la mente ed orientarla ad una maggiore presenza attraverso un risveglio sensoriale.
In particolare è importante imparare a selezionare con attenzione i pensieri relativi a noi. Ogni IO SONO con definizione a cui ci fissiamo tende a cristallizzarmi e a costruire la nostra autovalutazione profonda, la nostra identità e il nostro valore.
Essendo che la coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata, come esemplifica l’esperienza di un incubo, si può apprendere come programmarci costruendo rappresentazioni interiori positive, vincenti ed automotivanti di noi e dei nostri atteggiamenti migliori che vogliamo potenziare.

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“Se soffro sto sbagliando”

La positività psichica si allena anche nella neutralità, l’assenza di giudizio, nello sviluppare elasticità intellettuale nel cambiare i contesti e le attribuzioni di significato che diamo alla realtà, cercando l’utile, il positivo, il dono, la lezione che c’è in ogni esperienza.
PIANO DELLA COSCIENZA – In questo ambito i due opposti si possono definire: addormentamento, reattività, automatismi, o risveglio della coscienza, della consapevolezza di sé, della propria presenza e padronanza di sé.
Oltre a ciò, su questo piano è necessario alimentare un’ "intenzione consapevole e positiva" di praticare deliberatamente ciò che alimenta la concretezza e la positività su tutti gli altri piani e scegliere di rifiutare l’alleanza con l’oscurità, l’ombra: BUONA-VOLONTÀ e INTEGRA-AZIONE.
A questo si aggiunge poi il PIANO DELLA REALIZZAZIONE nel reale dei nostri sogni, desideri, talenti; la capacità di raggiungere i nostri obiettivi e di impegnarci per i nostri ideali.
In tutto questo possiamo diventare attivamente dei protagonisti ricordandoci sempre che "la negatività è spontanea, la positività richiede impegno, attenzione e dedicazione".

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Team Aspeera
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2 Commenti added

  1. Daniela 2015/05/20 | Rispondi
    Ciao Luca, ottimo post, ben scritto e comprensibile. La tematica poi mi sta particolarmente a cuore. Ho scritto del binomio positività/lavoro qui: http://www.danieladelli.com/positivita-risate-lavoro/
    • Laura Longhino
      Laura Longhino 2015/05/21 | Rispondi
      Ciao Daniela, ho letto il tuo post e fatto un piacevole giro nel tuo blog! Grazie per averlo condiviso, come vedi anche a noi sta molo a cuore il tema della positività. Buona gionata! Laura

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