Che cosa è stato per te l’ISP? Intervista a Federico.

Integrazione Somato Psichica

Salve a tutti! L’ultimo appuntamento dell’ISP (seminario di integrazione somato psichica) appena svolto a Tarzo nelle giornate del 28-29-30 di novembre è stato come sempre un’esperienza straordinaria: 25 nuovi partecipanti, 45 rifrequentanti!
Riguardo all’ISP, abbiamo pensato di regalarvi questa bella testimonianza del nostro carissimo Federico (per chi non lo sapesse, Federico è collaboratore di Aspeera e tuttofare per Win Win Projects, ovvero: web developer, web designer, marketer, project manager, problem solver, …nonché appassionato di tecniche di respirazione consapevole e frequentatore dell’ISP!).
Qui di seguito l’intervista che gli ho fatto alcune settimane fa, in una situazione del tutto informale (il nostro ufficio 😛 ).

mugshot

Federico Pascolutti Win Win Projects

Ciao Federico.
Ciao Lorenzo.

Innanzitutto puoi dirci perché in questa fotografia sembri un carcerato?
Non lo so. Non riesco a forzare espressioni facciali che non mi appartengono (ride).

Passiamo alle cose serie. Come sei venuto a conoscenza dell’ISP?
Ho conosciuto l’ISP tramite un amico che mi ha parlato di tecniche di respirazione consapevole e di questo corso. All’inizio ero abbastanza scettico, ma ho deciso comunque di provare questa nuova esperienza.

Che cosa ti ha convinto?
Avevo già in qualche modo provato a respirare in modo diverso tramite la PNL (programmazione neuro linguistica n.d.r.) riuscendo ad ottenere un buon stato di rilassamento, quindi mi sono detto: “perché non provare a frequentare un corso più specifico ed intensivo?”

Quindi non avevi mai frequentato seminari di questo tipo?
No, mai.

Che cosa ti aspettavi dall’ISP?
Sinceramente non avevo grandi aspettative. Mi immaginavo una sorta di corso teorico dove qualcuno -in questo caso il dottor Giacconi che avevo già avuto il piacere di conoscere- parlasse di come respirare e che ci fosse qualche minuto dedicato agli esercizi, però mi aspettavo qualcosa di strettamente teorico.

E invece?
Invece mi sono trovato davanti qualcosa di completamente diverso.

Cioé?
Cioé si è trattato di un corso quasi per nulla teorico ma molto pratico (l’ISP deve essere pratico). Ho trovato molta positività, leggerezza e un nuovo modo di vivere.

E’ stato graduale, hai incontato delle difficoltà nel mettere in pratica gli esercizi?
Come ho detto nell’ultima serata (il corso dura tre giorni n.d.r.). La prima giornata è stata “scolastica”, nel senso che c’è stata effettivamente una parte teorica, il secondo giorno è stato qualcosa di molto strano, il terzo giorno è stato una sorta di “liberazione“, una scoperta molto bella e piacevole e che sono felice di aver fatto.

In che cosa ti ha cambiato l’ISP?
Ho ottenuto una maggiore consapevolezza di me, delle mie potenzialità, una maggiore presenza nel “qui ed ora”. Quando faccio le cose, anche sul lavoro, prima mi dimenticavo spesso di alcune cose, ora non succede più. Mi ricordo senza sforzi praticamente tutto ciò che faccio. Questo perché il corso mi ha insegnato a rimanere nel “qui ed ora” e a non disperdere le mie energie mentali.

Tu hai frequentato l’ISP già due volte. Com’è stato rifrequentarlo?
Rifrequentarlo è stato per me meno potente rispetto alla prima volta, ma credo che sia del tutto normale dato che la prima volta mi ha stravolto completamente.

Puoi raccontarci un aneddoto divertente o un’esperienza particolare che riguarda l’ISP?
In genere si dice “quel che succede a Berlino rimane a Berlino”. Nel senso che è difficile descrivere a parole ciò succede o si prova durante l’ISP. In verità si potrebbero raccontare molte cose divertenti, il dottor Giacconi, oltre ad essere un grande oratore, è prodigo di battute e di scherzi. Una cosa particolare che mi ha fatto sorridere ma anche aiutato è uno studio scientifico del dottor Giacconi che prevede la metodologia…insomma si chiama “la meditazione del culo”, ed è ciò che aiuta a rimanere nel qui ed ora. E’ una cosa che mi è rimasta molto impressa!
Ricordo anche la sensazione di positività della domenica mattina (l’ultimo giorno n.d.r.), una cosa che non avevo mai provato prima, essendo io una persona tendenzialmente introversa. Ad esempio non mi era mai capitato di abbracciare gente sconosciuta, prima di questa esperienza mi avrebbe creato un grosso disagio. Ma ripeto, tentare di spiegare rischia di essere molto molto riduttivo. Bisogna provare. Provate.

Oltre alle cose pratiche (es. memoria, il qui ed ora) qual’è il vero filo conduttore tra ciò che hai appreso all’ISP e la vita di tutti i giorni?
Sembra una cosa banale, ma è proprio il respiro. E’ da 27 anni che respiro e l’ho sempre fatto in modo casuale, “come una formica” secondo le parole del dottor Giacconi. Ora ho notato che respirando secondo le tecniche di respirazione consapevole, si riesce a stare meglio, a superare in maniera semplice anche il dolore fisico e morale.

Lo rifrequenterai? Da solo o con qualcuno?
L’ho già rifrequentato con la mia ragazza. Per me era la seconda volta per lei la prima e quindi è stato strano perché sapevo già cosa sarebbe successo mentre per lei era una novità assoluta. E’ stata un’esperienza molto piacevole. Frequentare l’ISP con il proprio partner significa uscirne incredibilmente rafforzati. E’ un passo avanti nella scala dell’evoluzione, una liberazione che aiuta a gestire ogni tipo di relazione, sentimentale e non.

A chi lo consiglieresti?
Innanzitutto a me stesso, a tutti. Forse non lo consiglierei solo ai tuoi nemici

Quali sono i tuoi nemici?
Il mio ex coinquilino, che mi ha fregato 1600 euro, per dirne uno…

Magari se frequenta l’ISP decide di tornarteli
In effetti… (ride)

Bene, ora se vuoi, fatti una domanda e datti una risposta
Qual’è stata l’emozione più intensa che hai provato durante l’ISP?

Ma non te l’avevo già fatta io questa domanda?
No. (silenzio imbarazzante)

Ok, racconta.
L’emozione più intensa che ho provato, fra le più diverse, oltre a gioia, tristezza,dolore è stato un mix di positività, entusiasmo e felicità che non ricordo di aver mai provato prima. Sono emozioni che tuttora mi capita di provare ma non con la stessa intensità.

Un’ ultima cosa, metti in pratica quotidianamente gli esercizi che hai appreso all’ISP?
Sì cerco di farlo. In maniera automatica sicuramente dopo l’ISP resipiro in maniera diversa, molti esercizi càpitano durante la vita quotidiana, quindi li ripercorro quasi senza rendermene conto. C’è da dire che riuscire a padroneggiare completamente il proprio respiro è un percorso che richiede costanza ed impegno, oltre che la guida di un esperto. Mi è stata particolarmente utile l’audio guida del dottor Giacconi, grazie alla quale riesco a seguire la strada “senza perdermi”, e soprattutto senza addormentarmi dato che il rilassamento alle volte può giocare questo “brutto” scherzo.

Bene, Federico. Ti ringrazio. Alla prossima!
Ciao Lorenzo. Un saluto a tutti i lettori del blog!

Vi ricordiamo che per ogni domanda o curiosità riguardo all’ISP potete (anzi dovete) contattarci.
Nel frattempo continuate a seguirci!

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Team Aspeera
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