Tecniche di respirazione in gravidanza, mai provato il respiro del mare?

donna incinta al mare

Che tu sia incinta o meno, un primo approccio alle tecniche di respirazione consapevole, semplice, e di sicura efficacia, consiste nella tecnica del respiro del mare.

Inizialmente per chi non ha pratica con le tecniche ad approccio corporeo, con l’autoascolto e con il rilassamento profondo è conveniente cominciare in una situazione tranquilla, e con il giusto tempo a disposizione (almeno mezz’ora).

Spegni telefoni e telefonini, crea un ambiente silenzioso, ben areato, anche all’aperto. Assumi la posizione supina, a pancia in su, con le braccia lungo il corpo, e possibilmente con gli occhi chiusi (se soffri d’ansia puoi inizialmente farlo anche con gli occhi aperti o aprirli in qualsiasi momento).
Cerca di rilassare ogni tensione, in particolare a livello della bocca, della mascella, del collo, delle spalle.
Con l’attenzione al centro del petto, immaginando di respirare in questo punto, inizia ad ascoltare come naturalmente avviene l’attività respiratoria.

Dove è localizzato maggiormente il respiro, parte alta, media o bassa dei polmoni?

Il respiro normalmente è lento o veloce, è fluido o a scatti, è più lungo l’inspiro o l’espiro? Bisogna permettersi, mentre ci si rilassa e si respira consapevolmente, di incontrare e sentire qualsiasi sensazione, energia, blocco senza creare apprensione, irrigidendosi o bloccando il respiro. È un peccato non fidarsi del proprio corpo, ma è qualcosa che si può imparare.
Lentamente inizia a respirare con il naso, senza succhiare l’aria, ma come una spugna inala come se annusassi un fiore profumato, allargando  bene le narici.
Prendi una profonda inspirazione cercando di ampliare bene la parte bassa dei polmoni, il diaframma, mobilizzando e massaggiando dolcemente i visceri.
Fai poi salire il respiro alla parte mediana, percependo il volume che si espande in ogni direzione, senza forzare. Infine si porta il respiro nella parte alta, mobilizzando il petto, le spalle, la zona delle clavicole.

onde del mare

La respirazione si abbina alla visualizzazione di un onda del mare, che sale dai piedi alla testa nell’inspiro e scende dalla testa ai piedi nella fase espiratoria.
L’espirazione va effettuata invertendo la sequenza precedente, quindi svuotando dolcemente spalle, petto, pancia. È importante svuotare a fondo i polmoni, spesso quando ci sembra di aver svuotato completamente c’è ancora molta
aria residua che si può espellere.

E’ importante mantenere la concentrazione al centro del petto, facendo attenzione al flusso dell’aria e lasciando fluire i pensieri come nuvole nel cielo sospinte da un vento leggero. Lascia fluire anche le emozioni, le sensazioni, ed i pensieri senza attaccarti a niente, non ascoltare nessun suggeritore interno che ti suggestiona con pensieri di paura.
C’è veramente poco pericolo nel rilassarsi distesi, ascoltando ed ampliando il respiro, anche se la mente può cercare di convincerti del contrario.

Si può restare, inizialmente, una decina di minuti praticando il respiro del mare, godendosi questo contatto intimo con se stessi, cercando di mantenere il respiro lento e profondo, anzi cercando ad ogni respiro sempre più profondità
ed espansione delle funzioni respiratorie e sempre maggiore presenza e lentezza.

Specie per chi non è abituato a stare concentrato su se stesso spesso gli succederà di distrarsi, di farsi distrarre dai propri pensieri o da rumori e avvenimenti esterni. Non è un problema, non serve irritarsi.
Quando ti accorgerai di ciò ricominciate portando nuovamente l’attenzione al centro del petto ed all’osservazione del flusso dell’aria che entra ed esce dal corpo.

Ritorni focalizzato seguendo l’onda del respiro.

All’inizio divertititi ad osservare tutte le resistenze che il tuo Ego nevrotico opporrà alla consapevolezza del respiro ed al rimanere centrato su di te, nel qui ed ora. Dalla noia, al sonno, all’impazienza, al giudicare negativamente le tue sensazioni, al pensare che ci sono un sacco di cose più utili ed urgenti da fare.
Potrai incontrare molteplici forme di auto-sabotaggio. Per questo serve un po’ di disciplina. Una semplice disciplina basata sull’intenzione di portare a termine ciò che si è iniziato. È semplice.
Ogni qualvolta ci si distrae, basta riposizionare l’attenzione e la consapevolezza al centro del petto e riprendere l’onda. Quando si prende confidenza con questo esercizio lo si può praticare in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento
per riprendere il controllo dei propri stati interni e rilassarsi, calmando così i pensieri e quietando il cuore. Questo è il primo passo nell’esplorazione del potere della RCT.

Naturalmente, lo ripeto, in questo caso, le tecniche veng0no proposte alle donne in dolce attesa, ma sono pratiche che tutti dovrebbero usare.

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Laura Longhino
Laura Longhino
Team Aspeera

Laura scopre il Dott. Giacconi per lavoro, ma scopre anche che lo conosceva già per vie traverse. Frequenta l'ISP e si innamora perdutamente del progetto Aspeera. Pratica Yoga da 10 anni ed è istruttrice da 5. Laura è solare e gioiosa e i suoi temi preferiti sono: Yoga, meditazione, minfulness, benessere e alimentazione

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