SEGUICI SU:

Perchè continui a far cadere gli ostacoli?


La respirazione è una corsa ad ostacoli.

Il percorso è semplice e riusciamo sempre a portarlo a termine in modo discreto. In fin dei conti, se non lo facessimo, non saremmo qui a raccontarcela, e in effetti, per la maggior parte delle persone, respirare equivale a sopravvivere. Niente di più, niente di meno.

Se riuscissimo a comprendere la natura degli ostacoli, che possono essere fisici e/o psichici, potremmo calibrare meglio i nostri salti e superarli completamente. Il percorso allora sarebbe altrettanto facile ma eseguito alla perfezione e con il minimo sforzo.

Ecco alcuni dei fattori che ci mettono i bastoni tra le ruote durante la corsa:

  • Abitudine a trattenere il respiro: impariamo a farlo durante l’infanzia. Respirare ci fa “sentire di più” , quindi trattenendolo ci sembra di riuscire a gestire meglio la paura e di ridurre l’intensità emotiva;
  • Problemi affettivi: ogni conflitto con le nostre sensazioni emotive crea una rigidità e una limitazione respiratoria. Si blocca il respiro per non sentire e non far trasparire i nostri stati emotivi;
  • Angosce profonde: rendono il ventre troppo tonico (duro e incapace di rilassarsi) e impediscono l’ampliamento corretto del diaframma;
  • Aumento di anidride carbonica nel sangue: porta ad una sempre più impellente necessità di inspirare affannosamente portando spesso all’iperventilazione;
  • Emozioni: uno spavento può bloccare la respirazione mentre l’ansia può accelerarla rendendola più veloce e superficiale. Il pianto ci fa singhiozzare, la rabbia sbuffare;
  • Sensazioni acustiche: un rumore improvviso ci fa trattenere il respiro;
  • Sensazioni olfattive: un profumo gradevole ci fa respirare più lentamente, mentre uno sgradevole ci induce a bloccare il respiro;
  • Percezioni tattili: una scottatura ci fa trattenere il respiro per ridurre la percezione del dolore;
  • Termoregolazione: le persone freddolose respirano in genere poco.

È importante ricordare sempre che la psiche influenza il respiro e il respiro influenza la psiche. Non è possibile provare ansia senza una respirazione bloccata e innaturale.

Viceversa il sentirsi prigionieri, costretti una corazza respiratoria rigida, crea angoscia.

E tu come respiri?

Articoli Collegati

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!
FacebookTwitterGoogle+

5 passi per diventare l'unico artefice della tua vita




Laura Longhino
Laura Longhino
Team Aspeera

Laura scopre il Dott. Giacconi per lavoro, ma scopre anche che lo conosceva già per vie traverse. Frequenta l'ISP e si innamora perdutamente del progetto Aspeera. Pratica Yoga da 10 anni ed è istruttrice da 5. Laura è solare e gioiosa e i suoi temi preferiti sono: Yoga, meditazione, minfulness, benessere e alimentazione

Commenta tu per primo!

Lascia un commento

Cancella tutti i campi